di Alda Vanzan

VENEZIA (8 dicembre) – I soldi per gli alluvionati non ci sono. Meglio: sono sulla carta, «nessuno ce li toglie più», dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ma materialmente i 300 milioni di euro stanziati dal Governo e presi dal Fondo della Protezione civile, ancora non sono disponibili. «È un problema di cassa, devo aspettare che mi arrivino», dice il governatore. Che tuttavia preme.

Ieri, dopo aver incontrato i soggetti attuatori per l’alluvione («Scrivetelo: lo fanno tutti gratuitamente») il governatore-commissario ha convocato la stampa per annunciare che i primi risarcimenti alle famiglie e alle imprese, sotto forma di acconti, saranno dati entro l’anno: «Sotto l’albero». Solo che il presupposto per dare i soldi, è di avere i soldi. «Il Governo ha detto che ci farà avere le risorse entro il 12 dicembre. E dobbiamo averli, altrimenti diventa l’alluvione delle carte».

Carte, tra l’altro, che adesso riempiono i municipi di 327 Comuni. È il dato, aggiornato a ieri, dei paesi finiti sott’acqua. Lunedì scorso scadeva il termine perché i privati presentassero l’autocertificazione. Adesso tocca ai Comuni trasmettere i dati – riversandoli dal cartaceo in un apposito programma informatico – alla Regione. Per questo lavoro i Comuni hanno a disposizione una settimana: tutti i numeri vanno consegnati a Palazzo Balbi entro il 13 dicembre. Di lì a dieci giorni, Zaia vorrebbe dare gli acconti: in buona parte – dice – alle famiglie e alle imprese, ma anche agli enti per far fronte alle spese sostenute per le prime necessità. I 300 milioni non saranno utilizzati tutti in un colpo. E se si obietta che tra carte, documenti, decreti e ordinanze, ci sarà un mucchio di scartoffie, il governatore-commissario allarga le braccia: «Semo in Italia, tosàti. È la burocrazia». La stessa burocrazia, spiega, che solitamente vede passare almeno un paio di mesi prima che i fondi vengano trasferiti da Roma alla Banca d’Italia e quindi nelle disponibilità del commissario. Tra l’altro, Bankitalia “chiuderà” dal 20 al 31 dicembre per le consuete operazioni contabili di fine anno, ed è per questo che al Balbi contano di avere i 300 milioni entro domenica così da pagare gli acconti per Natale. E se i 300 milioni non arrivassero? «Abbiamo il piano B: il nostro segretario al Bilancio, il dottor Trapani, ha già incontrato le banche». Che anticiperebbero i fondi attesi da Roma.

Ma a chi andranno gli acconti? Non a tutti i 327 Comuni. «Sicuramente non arriverò a quello che ha presentato 4mila euro, la cifra minima, di danni». Un decreto individuerà i primi Comuni beneficiari, «ma questo non significherà che gli altri saranno tagliati fuori». I contributi saranno fatti arrivare direttamente ai sindaci: «Saranno poi loro a stabilire come erogare le somme sul loro territorio». Confermati, poi, i controlli a campione tra gli autocertificati: «Metto in guardia eventuali furbetti: colpiremo pesantemente chi ha dichiarato il falso e vuole provare ad approfittare della situazione. Questa è un’alluvione di grandi numeri e stiamo trattando con gente onesta e disastrata. Può però capitare che qualcuno dica di aver avuto dei polli e non li aveva. Faremo controlli a campione nell’interesse degli alluvionati».

Capitolo tasse. Zaia è fiducioso: «Le notizie che ci arrivano dal Governo sono: “state tranquilli”. Dovremmo cioè entrare nella “proroga termini” (il decreto milleproroghe) per il rinvio di Irpef e Inps, ora fissate al 20 dicembre, al giugno 2011.

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