l’Altravista di Paola Guidi :: Voglio cambiare la lavastoviglie da incasso, dove vado?

Voglio cambiare la lavastoviglie da incasso, dove vado?

Di domande così precise alle riviste di arredamento e anche a quelle femminili ne arrivano tante. Spesso chi le pone è reduce da faticose ricerche senza esito, perché gli elettrodomestici da incasso in vendita nei negozi di elettrodomestici sono ancora pochi e spesso mancano le marche primarie. Eppure il mercato della sostituzione è davvero smisurato. Solo per le cappe, si parla di 14 milioni di vecchi modelli, quasi sempre in condizioni di bassa efficienza a causa della scarsa manutenzione e non di rado potenzialmente a rischio. Lo ha reso noto qualche mese fa il mensile aE, Apparecchi Elettrodomestici, in occasione di un servizio dedicato proprio al mercato della sostituzione degli apparecchi da incasso.

Secondo i tecnici dell’IMQ gran parte delle vecchie cappe e dei vecchi elettrodomestici built-in è priva delle minime protezioni elettriche. Se si pensa che l’80% degli incidenti domestici avvengono in cucina (fonte Istat-Eurisko), è ovvio che dalla cucina e in particolare dagli elettrodomestici occorre ripartire per una maggiore attenzione alle esigenze del consumatore fa. Che fare?

Il rivenditore di elettrodomestici ha davanti a sé un mercato potenzialmente enorme perché il consumatore è intenzionato a sostituire i vecchi apparecchi ed è consapevole che oltre al servizio, al design e alle prestazioni deve guardare anche alla sicurezza. Non è vero -come dichiarano molti rivenditori- che i clienti siano poco interessati alla sicurezza; fa molto comodo a loro affermarlo perché gli consente di continuare a vendere nel modo tradizionale.

Due recenti ricerche di mercato (Eurisko e Astra Demoskopea) hanno dimostrato che la donna è interessata alle nuove tecnologie della casa soprattutto se queste possono garantirle prima di tutto la sicurezza. Quale sicurezza possono garantirle vecchi elettrodomestici, cavi ormai rovinati e sfilacciati, tubi del gas che hanno a volte piu’ di 20 anni, spine e prese ormai fuori legge, il tutto inaccessibile alla manutenzione perché nascosto dietro i mobili? Il rivenditore può fare leva su questa diffusa sensibilità per ampliare le vendite e crearsi un’immagine molto positiva.

Nessuna delle catene e nessuno dei gruppi che oggi riunisce in Italia gran parte dei negozi di elettrodomestici appare interessato alla sicurezza degli apparecchi che vendono. Anzi, il presidente di una catena che spende miliardi e miliardi in pubblicità ha risposto ad una domanda precisa sull’argomento in questi termini: “La sicurezza degli elettrodomestici non ci riguarda. Ci pensano i costruttori. Capirà, se devo perdere tempo anche su questo…”.

Sarà la normativa europea, nel 2002, a costringere lui e i suoi colleghi a correre ai ripari poiché verrà considerato responsabile, alla pari con il costruttore e l’importatore, dei difetti e dei danni provocati da un apparecchio non efficiente e poco sicuro.