Favoriti dalle favorevoli condizioni meteorologiche, si sono effettuate nei giorni scorsi dei sorvoli aerei sul lago di Garda per l’acquisizione di immagini iperspettrali

del sensore MIVIS (Multispectral Hyperspectral Imaging Spectrometer) della Blom-CGR. Il sorvolo finanziato, all’interno del progetto EULAKES, dall’APPA Trento, permetterà di mappare le macrofite acquatiche della zona costiera di tutto il lago di Garda. Le immagini acquisite con una risoluzione di 5 metri saranno processate con una modellistica bio-ottica implementata dal CNR-IREA di Milano. Per la generazione di accurati prodotti, nelle date sincrone al sorvolo aereo, saranno effettuate misure di calibrazione e validazione che consisteranno in misure delle caratteristiche radiometriche e limnologiche delle acque del lago. Le operazioni coordinate dal CNR-IREA di Milano vedranno 5 imbarcazioni presenti contemporaneamente ad effettuare i campionamenti. Nelle operazioni sono coinvolte, oltre all’APPA Trento, l’Arpa Brescia, Lombardia, l’ARPAV con la collaborazione dell’Università di Parma e il CNR-ISE di Pallanza. Le operazioni prevedranno il coinvolgimento della Lega Navale Sez. Brescia-Desenzano, della Guardia Costiera e dei Vigili del fuoco. Il risultato finale sarà presentato all’interno del progetto EULAKES e permetterà di avere una visione completa della presenza delle macrofite acquatiche, componenti fondamentali per il mantenimento della biodiversità e qualità delle acque del Garda, della zona costiera del lago di Garda.

Il progetto EULAKES, che – lo ricordiamo – nasce dall’esigenza di trovare un punto di incontro tra le conoscenze scientifiche in tema di qualità delle acque lacustri e la gestione territoriale delle stesse, affronta i temi riguardanti gli effetti dei cambiamenti climatici sulla qualità delle acque, la gestione sostenibile delle coste e delle attività di pianificazione territoriale in ambito lacustre. L’obiettivo è quello di valutare complessivamente la qualità dell’acqua dei laghi partendo dai sistemi di monitoraggio esistenti e sviluppando nuovi approcci al controllo di qualità delle acque; divulgare maggiormente le problematiche ambientali, quali: la fragilità degli ambienti spondali, l’evoluzione biologica ed i rischi – a breve e a lungo termine – a cui sono sottoposti i laghi europei;porre le basi per un primo modello di governance ambientale basato sul confronto internazionale sul tema dei laghi, coinvolgendo le comunità locali e sollecitando l’impegno delle amministrazioni pubbliche su questo tema.