Regno Unito gli organi di giustizia tributaria si diversificano a seconda che si tratti di imposte dirette ovvero di imposte indirette (imposta sul valore aggiunto, dazi doganali e accise).

Per le imposte dirette (imposta sui redditi delle persone fisiche, imposta sugli utili delle società commerciali, imposta sui capital gains, imposta sulla successione ereditaria e imposta sui proventi dell’attività petrolifera) avverso gli atti dell’amministrazione finanziaria il contribuente ha la possibilità di ricorrere ai “General Commissioners” o agli “Special Commissioners”.

Per le imposte indirette, invece, il contribuente può ricorrere ai “Vat and Duties Tribunal” (VAT).

Tutti questi organi di primo grado cui si fa ricorso per risolvere controversie di natura tributaria rientrano nel novero dei “Tribunals”. Si tratta di organismi con funzioni giurisdizionali esterni alla Magistratura ordinaria, tanto è vero che almeno in certi casi, espressamente previsti dalla legge, contro le decisioni degli stessi è possibile ricorrere alla Magistratura ordinaria. I componenti di detti organi sono nominati dal Lord Chancellor il quale ha il potere di nomina anche dei giudici delle Corti Superiori che pure nella materia tributaria costituiscono i gradi successivi di appello. Caratteristica principale di questi giudici tributari è la loro indipendenza dal Governo.

Per quanto riguarda il contenzioso in materia di imposte dirette mette conto rilevare che i “General Commissioners” giocano un ruolo importante nel garantire un equilibrio tra le esigenze dell’Erario della Corona e quelle dei contribuenti che chiedono di essere tutelati, sicché le Autorità competenti fanno ogni sforzo per assicurare che l’indipendenza e l’imparzialità di questi tribunali venga mantenuta e rafforzata.

I “General e gli Special Commissioners” hanno il potere di dirigere lo svolgimento del processo, possono chiedere a ciascuna delle parti in causa di produrre documenti relativi alla controversia e possono obbligare la presenza di testimoni.

Dinanzi ai “General Commissioners” il contribuente espone e svolge personalmente le proprie difese ma può farsi rappresentare da un consulente fiscale o da un contabile o, più raramente, da un avvocato. Le spese processuali sono sempre a carico del contribuente ricorrente e non è ammessa alcuna forma di assistenza gratuita legale.

Gli “Special Commissioners”, a differenza dei “General Commissioners”, sono tutti uomini di legge e debbono possedere una particolare esperienza in materia fiscale con almeno dieci anni di pratica professionale: essi rappresentano un Tribunale centrale che tratta solo i casi più complicati. Nel Regno Unito sono in tutto 14 dei quali tre a tempo pieno. Hanno sede in Londra e si recano regolarmente ad Edimburgo, Manchester e Belfast.

A partire dal 1994 gli “Special Commissioners” tengono udienze a porte aperte ed hanno l’obbligo di rendere pubbliche le loro decisioni che in linea di massima riguardano i ricorsi di grandi operatori economici, sicché le vertenze che trattano sono per lo più difficili, lunghe e complicate. Il contribuente, peraltro, può chiedere ed ottenere che il caso sia trattato a porte chiuse e che si mantenga l’anonimato.

Le decisioni dei “Commissioners” riguardano non già l’ammontare dei tributi da pagare ma più precisamente l’ammontare dei redditi o dei profitti su cui calcolare i tributi da pagare.

Le decisioni dei “Commissioners” possono essere impugnate solo per questioni di diritto e purché queste siano state già trattate nel giudizio di primo grado.

L’impugnazione è presentata alle Corti di secondo grado “Changery Division of the High Court”, per l’Inghilterra e il Galles, o “Inner House of the Court of Session”, in Scozia, ovvero “Court of Appeal”, in Irlanda del Nord.

In Inghilterra e in Galles esiste la possibilità di un ulteriore grado di appello davanti alla “Court of Appeal”, nonché, previa specifica autorizzazione, dinanzi alla “House of Lords”. Dinanzi a quest’ultimo organo supremo sono impugnabili anche le decisioni di secondo grado di Scozia e Irlanda.

E’ da ricordare, poi, che, mentre per le imposte dirette le garanzie ed in generale gli strumenti di tutela del contribuente hanno sempre trovato fondamento nella volontà del Parlamento britannico, per le imposte indirette non esisteva, fino agli anni settanta, uno strumento di ricorso specifico sulla falsariga di quello previsto per l’imposta sui redditi.

La “income tax” e il relativo sistema di ricorsi risalgono, infatti, agli ultimi anni del settecento, quando il Parlamento autorizzò la Corona a tassare i redditi dei sudditi con una imposta diretta, allo scopo di procacciare i mezzi necessari a finanziare la guerra contro la Francia di Napoleone.

Nel caso in cui il contribuente si fosse ritenuto ingiustamente tassato, gli era riconosciuta la possibilità di ricorrere ad un comitato di suoi “pari”: i “General Commissioners” per l’appunto.

Al contrario i “Vat Tribunals” vennero istituiti solamente con l’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità Europea

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. Prima di questo momento chi si riteneva ingiustamente tassato poteva attivare il procedimento innanzi alla “High Court”, invocandone l’intrinseco potere di controllo sull’esercizio del potere amministrativo da parte dei “Commissioners of Customs and Excise” (da non confondersi con i “General o gli Special Commissioners”).

Il sistema di ricorsi in materia di imposte indirette fu concepito, inizialmente, come completamente differente da quello operante per le imposte dirette: vi erano giudici diversi, procedure diverse, diverse regole per ulteriori ricorsi.

I sistemi dei ricorsi delle imposte dirette e delle imposte indirette non sono mai stati accorpati; tuttavia sotto molti profili pratici, sono stati modificati per funzionare congiuntamente. Ad esempio: coloro che siedono come “Special Commissioners” presiedono altresì i “Vat Tribunals”. Inoltre a Londra i “Vat Tribunals” e gli “Special Commissioners” si trovano negli stessi locali.

Le imposte indirette, ovvero la “Value Added Tax” (l’imposta sul valore aggiunto), le “Customs duties” (dazi doganali), le “Excises” (accise), la “Insurance premium tax” (imposta sui premi di assicurazione) e la “Air passangers duties” (imposta sui trasporti aerei dei passeggeri), sono amministrate dai “Commissioners of Customs and Excise”.

Il contribuente, per molte di queste imposte, ha l’obbligo di presentare una dichiarazione detta “pay and file obbligation”.

Nei casi in cui il “Customs and Excise” non ritiene veritieri gli ammontari dichiarati dal contribuente ovvero questi non ha presentato addirittura nessuna dichiarazione, si procede all’accertamento nei suoi confronti.

Il contribuente sarà obbligato a pagare l’imposta così accertata, a meno che non abbia successo nel ricorso presentato al “Vat and Duties Tribunal” (per semplicità comunemente denominato “Vat Tribunal”).

Anche per le vertenze riguardanti le imposte indirette le impugnazioni contro le decisioni dei “Vat and duties Tribunals” vanno promosse, in Inghilterra ed in Galles, davanti alla “Queen’s Bench Division of the High Court”, e successivamente, come avviene per le imposte dirette, previa autorizzazione, davanti alla “Court of Appeal” e poi alla “House of Lords”.

L’Irlanda del Nord e la Scozia godono di un grado di appello in meno, mancando in tali paesi l’equivalente della “High Court” inglese.

In particolare, per quanto riguarda l’Irlanda del Nord, la decisione deve essere impugnata davanti alla “Northern Irish Court of Appeal” e, successivamente, davanti alla “House of Lords”; invece, per quanto riguarda la Scozia, prima davanti alla “Inner House of the Court of Session” e quindi davanti alla “House of Lords”.