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Nelle lontane terre d’Africa o per esser più esaustivi, in quella parte del pianeta dove di casa sono, fame e malattie, è sorto da qualche tempo il nuovo business: Land Grab”. Si tratta di una appropriazione, in molti casi indebita, di terre coltivabili. Una vera e propria “rapina” delle risorse naturali di un paese,che avviene è questo è il dramma, da tempo e sotto gli occhi di tutti. Un esempio: i governi africani stanno svendendo loro la terra migliore, quella coltivabile, a investitori stranieri soprattutto indiani, cinesi, arabi, sudcoreani e non solo.

Queste operazioni finanziarie vengono fatte, attraverso fondi come gli Hedge Found (Fondi speculativi) e i Private Equity (la maggior parte aziende statunitensi ed europee). Tali fondi infatti, promettono ritorni di investimento dell’ordine del 20-30%. Si tratta in realtà, di speculazioni finanziarie mirate soprattutto all’accaparramento di cibo, con ricadute drammatiche sulla popolazione di quei Paesi e da tempo denunciato da Ong internazionali e dalla Campagna per la Riforma della Banche Mondiale. E c è da dire, che tutto a questo avviene, proprio nel momento in cui, organizzazioni come la Fao , dichiarano senza mezzi termini, il numero in crescita, di affamati sul nostro pianeta: oltre un miliardo. Uno studio voluto dall’Onu, ha messo nero su bianco la situazione economico-alimentare di alcuni paesi africani: Madagascar, Ghana, Mali, Sudan, Etiopia. Nella relazione si legge che, oltre 4 milioni di ettari di terreno sono stati “venduti” nei soli paesi testè citati a speculatori occidentali, che grazie al gioco delle scatole cinesi, ovvero passaggi tra una società e l’altra,hanno potuto acquistare terreni, senza apparentemente risultarne proprietari, mettendosi cosi al riparo da critiche e proteste. Non è sbagliato parlare di nuovo “colonialismo”,visto che tutti i contratti stipulati, hanno portato svantaggio solo ai cittadini africani. In Etiopia l’ettaro è stato valutato dai tre ai dieci dollari: un prezzo che ha permesso alla Corea di acquistare 2,3 milioni di ettari di terreno, mentre per quanto riguarda Pechino, parliamo di 2,1 milioni di ettari, l’Arabia Saudita 1,6 e gli Emirati 1,3 milioni di ettari. Ma non è tutto. C è anche il caso del Sudan ,che ha ceduto per 99 anni 1,5 milioni di ettari agli Stati del Golfo Persico, all’Egitto e alla Corea del Sud. È bene ricordare che in Sudan ci sono oltre 5 milioni di affamati, che dipendono esclusivamente dagli aiuti alimentari internazionali. Inoltre, secondo le analisi dell’Onu, la speculazione finanziaria, e non è un caso, si concentra proprio in Paesi molto poveri come il Sudan, dove è presente la più alta percentuale di affamati, costituita prevalentemente da contadini senza terra e pastori. Il motivo è semplice: il ricatto alimentare. Ci si accorda con le autorità politiche locali e si dice loro che parte dei proventi ,saranno destinati ai cittadini, oppure che gran parte della popolazione locale , lavorerà nei campi. Niente di tutto questo risulta essere vero. Altro punto è rappresentato dalle cosiddette “concessioni”. Si tratta di accordi ridicoli: dai 2 ai 9 dollari per ettaro, con durata che parte dai 30 anni per arrivare ai 99 anni. Tutto questo avviene, senza alcuna considerazione delle società finanziarie, della complessità economica e sociale dei Paesi “colonizzati”. Un fatto questo, che dimostra qual’ora c è ne fosse stato bisogno, la pericolosità di queste attività speculative. Ma come si è diffuso il ” Land Grab”? Ebbene questo nuovo modello di colonialismo, si è sviluppato insieme alla crisi alimentare e ambientale degli ultimi anni, due eventi drammatici, ma che garantiscono alti tassi di guadagno per gli speculatori, provenienti guarda caso, solitamente dai paesi occidentali. È grazie quindi alla crisi alimentare e ambientale che ha messo in ginocchio milioni di persone, che la Banca Mondiale, molte principali istituzioni internazionali, fondi privati, hanno promosso negli ultimi anni gli investimenti, in verità vere e proprie speculazioni e rapine, nel settore dell’agricoltura, causando, val la pena ricordare, danni irreparabili alle popolazioni dei paesi interessati. Speculazioni, è bene sottolineare, fuori da ogni controllo giuridico e politico. Non è un caso quindi, che la crescita della fame coincida proprio con la crescita degli appetiti finanziari su terra e cibo. Una “crescita” che esclude di fatto, le popolazioni locali dalle decisioni che riguardano la distribuzione delle terre. Non solo, è stato tolto loro ogni diritto, presente e futuro, di qualsivoglia piccolo guadagno, su terre che un tempo gli appartenevano. È un fenomeno quello dell’Land Grab”,che comunque non riguarda solo l’Africa e che grazie alla giustificata logica globale di “prevenzione”, dalle crisi alimentari, è destinato ad aumentare, coinvolgendo sempre più Paesi, molti dei quali ben al di sotto della soglia di povertà. Appare quindi inutile, l’ultimo rapporto Onu sulla fame nel mondo. (oltre un miliardo di esseri umani) Anche in considerazione del fatto, che a creare questa ulteriore crescita di affamati , sono proprio quei Paesi, grazie alle loro speculazioni finanziarie, che nelle varie vetrine politiche e soprattutto mediatiche ( G20, G8,ecc) si contendono la Palma della Nazione più disponibile ad aiuti al “Quarto Mondo”

di Giampaolo Poniciappi